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Pensioni, lavoro, politiche sociali e giovani: questi i punti al centro della Legge di bilancio

29 novembre 2016

La Camera dei Deputati ha approvato ieri, con votazione definitiva, la Legge di bilancio.

Così come per il Disegno di legge di bilancio, l'iter di presentazione della Nota ha seguito la nuova impostazione disposta dalla riforma della legge di contabilità e finanza pubblica (Legge 31 dicembre 2009, n.196). Inoltre, la Nota di variazioni ha recepito gli emendamenti al disegno di legge di bilancio, già approvati in prima battuta dalla Camera dei Deputati.

Rilevanti le misure che riguardano l'ambito operativo regolato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. In particolare, sono quattro le aree d'intervento del provvedimento: pensioni, lavoro, politiche sociali e giovani.

Sulle pensioni, vanno in porto una serie di modifiche e miglioramenti del quadro complessivo. Tra le numerose novità, si va dall'introduzione della 14 mensilità nelle pensioni minime, per i redditi più bassi, alla flessibilità in uscita per i lavoratori che, a partire da 63 anni, desiderino andare in pensione; dall'estensione dell'Opzione Donna al cumulo gratuito dei periodi assicurativi esteso anche agli iscritti alle casse professionali privatizzate.

Nelle politiche sul lavoro, spiccano i 220 milioni di euro in più nel 2017 per assicurare la continuità di funzionamento dei Centri per l'Impiego; l'abbassamento del 25% dell'aliquota contributiva per lavoratori autonomi, titolari di partita IVA e iscritti alla gestione separata; la proroga dei benefici contributivi per le assunzioni con il contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma; l'incremento di 15 milioni di euro annui del finanziamento per la riduzione dei contributi per i contratti di solidarietà.

Novità anche sul fronte delle politiche sociali, con l'incremento di due fondi: 150 milioni € annui, a regime, dal 2017, per il Fondo per la povertà, e 50 milioni di euro destinati al Fondo per le non autosufficienze.

Importanti le misure stabilite a favore dei giovani. Due gli snodi fondamentali contenuti nel provvedimento: il rifinanziamento del programma "Garanzia Giovani" con 700 milioni di euro provenienti da risorse comunitarie (non in legge di bilancio) e l'esonero per 36 mesi, fino a un massimo di 3.250 € annui, dei contributi dovuti dai datori di lavoro per le assunzioni a tempo indeterminato (anche in apprendistato), effettuate nel 2017 e 2018, di studenti che hanno svolto attività di alternanza scuola-lavoro presso le aziende che li assumono.

 

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