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Reddito di inclusione al via dal 1° dicembre. Poletti: “Da luglio sarà a tutti gli effetti universale, grazie al venir meno dei requisiti familiari”

27 novembre 2017

Non solo un sussidio economico, ma soprattutto un programma di inserimento sociale e lavorativo che punta alla riconquista dell'autonomia delle famiglie più vulnerabili attraverso la valorizzazione e lo sviluppo delle competenze. È questa la strategia alla base del Reddito di inclusione (REI), la prima misura unica di contrasto alla povertà che i cittadini potranno richiedere a partire dal 1° dicembre presso il Comune di residenza o eventuali altri punti di accesso che verranno indicati dai Comuni. 

Ne hanno parlato oggi a Milano, nel corso del primo dei due eventi di lancio del REI, il Ministro del lavoro e delle politiche pociali, Giuliano Poletti, il direttore generale per la lotta alla povertà e per la programmazione sociale, Raffaele Tangorra, il presidente dell'INPS, Tito Boeri, l'assessore Politiche Sociali, Salute e Diritti del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorino, e il portavoce di Alleanza contro la povertà, Roberto Rossini.

L'incontro ha offerto l'occasione di chiarire il funzionamento della nuova misura introdotta dal decreto legislativo n. 147 del 15 settembre 2017, e per illustrare il percorso di definizione e rafforzamento della rete dei servizi territoriali che ne sostiene l'operatività, anche attraverso le risorse del PON Inclusione.

"Il Reddito di inclusione (REI) è oggi uno strumento importante, è un passo lungo un percorso che era partito con il Sostegno per l'inclusione attiva (SIA) e che continuerà nel tempo, perché abbiamo bisogno di costruire una infrastruttura e un modo di lavorare condiviso tra tutti gli attori", ha detto il Ministro Poletti.  Una misura che, in questa prima fase di applicazione, si rivolge ad un bacino di 1,8 milioni di persone e 500mila nuclei famigliari, e che da luglio 2018, grazie alle modifiche previste dalla legge di bilancio, potrà ampliare la sua portata grazie al venire meno dei requisiti familiari, raggiungendo una platea di potenziali beneficiari pari a oltre 700mila famiglie, per un totale di 2,5 milioni di persone.

La portata e i risultati degli interventi, tuttavia, non sono scontati: molto dipenderà dalla capacità del 'sistema' composto dai diversi attori convolti di raggiungere e prendere in carico i potenziali beneficiari delle misure.

"Il lavoro è lungo - ha spiegato Poletti - quando parliamo di povertà parliamo di fenomeni sociali complessi e delicati, tanto che è sempre più necessario ragionare di lotta 'alle' povertà. Non esiste solo una povertà e non c'è solo il problema del reddito, esiste anche la povertà educativa e abitativa. Per questo dobbiamo costruire organicamente delle politiche che siano in grado di tenerne conto".

Il successo degli interventi dipenderà dalla qualità delle sinergie che si stanno sviluppando tra i diversi attori coinvolti. "Se c'è qualcuno che pensa che questo tema possa essere risolto dal ministero o da un comune o da una associazione, commette un errore gigantesco - ha sottolineato il Ministro. La misura avrà successo non tanto sulla base del numero di beneficiari o dell'importo erogato, ma se saremo in grado di costruire una infrastruttura, una rete di servizi, una comunità accogliente in grado di aiutare le persone a uscire dalle condizioni di difficoltà e povertà".

Il REI è finanziato con le risorse del fondo povertà: 1,845 miliardi di euro in parte destinati a rafforzare i servizi. Il punto di partenza erano stati i 50 milioni di euro una tantum del 2012. La svolta è avvenuta nel 2017 con il nuovo SIA, il sostegno per l'inclusione attiva, che il governo ha inserito come misura ponte fino all'introduzione del REI. Ma la legge di bilancio in discussione in Parlamento già rilancia: 300 milioni di euro in più nel 2018, 700 nel 2019, 900 dal 2020. Tenuto conto del PON Inclusione, dal 2020 si sfiorano i 3 miliardi di euro. "Il fatto di aver messo nella legge il fondo alla povertà - ha concluso il Ministro Poletti - è la prima garanzia che queste cose le potremo fare. Sappiamo che nei prossimi anni avremo le risorse. Sta a noi adesso".

Per informare i cittadini sulle novità introdotte dalla riforma, il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha avviato una campagna di informazione che, da oggi, sarà diffusa sui media.

 

Per approfondimenti sul funzionamento del REI: