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Lavoro: al via il piano per la ricollocazione dei 1.666 esuberi di Almaviva

16 febbraio 2017

Gli oltre 1.600 lavoratori rimasti disoccupati dopo la chiusura della sede di Roma di Almaviva Contact non saranno lasciati soli. L'Anpal, Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro, e la Regione Lazio hanno infatti predisposto uno specifico intervento che prevede l'attivazione tempestiva di servizi e di misure di politica attiva finalizzati alla loro ricollocazione nel mercato del lavoro.     

Il piano è stato presentato oggi al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, nel corso di una conferenza stampa congiunta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti, il Ministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda, il Presidente Regione Lazio, Nicola Zingaretti e il Presidente dell'Agenzia Nazionale per le Politiche attive del Lavoro, Maurizio Del Conte.

"La crisi della società Almaviva rappresenta una ferita molto dolorosa per il tessuto produttivo del nostro Paese - ha dichiarato il Ministro Poletti - le istituzioni hanno fatto il possibile per evitare questo epilogo, ma anche se l'esito è stato diverso da quello che volevamo, continueremo a fare ogni sforzo per ridare speranza ai tanti lavoratori coinvolti.  Questo pacchetto di interventi congiunti tra Ministero del Lavoro, Mise, Regione ed Anpal – ha precisato il Ministro - rappresenta un primo esempio del nuovo approccio alle politiche attive che abbiamo introdotto con la riforma del Mercato del lavoro: una delle prime occasioni per l'Anpal per promuovere un piano integrato e mirato ad aiutare le persone a costruire condizioni di nuova occupabilità".

Diversi e complementari, infatti, gli strumenti con cui si intende intervenire illustrati dal Presidente dell'Anpal, Maurizio Del Conte: dall'analisi dei profili occupazionali alle azioni di accompagnamento sostenute con contributi sino a 15.000 euro - a seconda delle diverse condizioni di occupabilità -  ripartiti in: 5.000 euro per l'assegno di ricollocazione (erogato al mediatore solo in caso di assunzione); 2.000 euro di bonus formazione e 8.000 euro di bonus assunzionale (per l'azienda che si fa carico dell'assunzione).  

Per chi, invece, sceglie il percorso dell'autoimprenditorialità, sono previsti contributi sino a 18000 euro per l'avvio dell'impresa, di cui 15.000 euro per il capitale e 3.000 euro per il percorso di accompagnamento.  Specifiche misure, infine, sono dedicate agli over 60.

Per tutti, servizi personalizzati finalizzati alla ricostruzione dei profili professionali, assistenza per la fruizione della NaspI (che si aggiunge alla dote messa a disposizione per il ricollocamento), ricognizione delle aziende da contattare, sessioni individuali e di gruppo di orientamento.

Le misure sono state organizzate in una cabina di regia di cui parte anche la Regione Lazio. Una collaborazione che ha consentito di razionalizzare e potenziare gli interventi al fine di assicurane la massima efficacia. Oltre alla partecipazione al finanziamento del programma, la Regione renderà più semplice il contatto diretto con le istituzioni mettendo a disposizione 5 sportelli a Roma e 1 in ogni provincia, che si aggiungono al numero verde attivato dall'ANPAL 800.00.00.39.

"Il nostro principale obiettivo è stato non lasciare soli i lavoratori – ha dichiarato il Presidente Zingaretti – questo è il cuore del pacchetto di interventi con cui puntiamo ad utilizzare in modo innovativo le risorse europee: non più il mero finanziamento di una condizione passiva, ma un progetto personalizzato di in cui si finanzia l'effettivo reinserimento di chi ha perso il lavoro".

Obiettivi condivisi anche dal Ministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda, che ricordando l'accordo raggiunto al MISE per i lavoratori della sede Almaviva di Palermo, grazie al quale è stato scongiurato il loro trasferimento alla sede di Rende in Calabria - insieme alla trattativa ancora in corso per la sede di Napoli - ha sottolineato l'impegno del Governo più in generale sul fronte dei call center volto a ad adottare una serie di misure per evitare fenomeni di delocalizzazione verso paesi extraeuropei e di dumping sociale