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Poletti: “La relazione tra impresa e lavoro va affrontata con logiche più dinamiche e con modalità condivise”

14 luglio 2017

"Dobbiamo guardare il presente e far dialogare il presente con il futuro. Non possiamo pensare di lasciare le cose come sono perché ciò genera una divisione della società tra chi si misura con il cambiamento e chi no". Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, ha aperto così il suo intervento durante il convegno organizzato da Jobsinaction, piattaforma di idee dedicata al mondo del lavoro, sul tema "Il lavoro nella trasformazione digitale".

L'evento, svolto oggi a Roma, è stata una mattinata di riflessione sul rapporto tra trasformazione digitale delle  imprese e l'occupabilità delle persone, con un focus sulla filiera delle telecomunicazioni alla luce del protocollo d'intesa sottoscritto, nel mese di giugno, tra l'Agenzia Nazionale delle Politiche Attive del Lavoro (ANPAL) e Assotelecomunicazioni-Asstel.

"Il protocollo è un esempio straordinario di come costruiamo il futuro del lavoro e affrontiamo la trasformazione digitale. Abbiamo fatto dialogare le istituzioni, le aziende e le risorse umane" ha spiegato Annamaria Parente, componente della Commissione Lavoro al Senato. 

"Un sistema – gli ha fatto eco il Presidente dell'ANPAL Maurizio Del Conte – in grado di gestire il cambiamento e far sì che la mobilità del lavoro diventi un arricchimento per tutti. Dietro le infrastrutture ci sono le competenze. Dobbiamo creare una generazione competente per poi fare gli investimenti infrastrutturali". 

Le politiche attive sono la chiave per promuovere l'incontro tra domanda e offerta, realizzare gli interventi di riqualificazione, creare le giuste professionalità e favorire la crescita dei posti di lavoro, cogliendo al meglio le opportunità che derivano dalla trasformazione digitale dell'economia.

"Veniamo da una storia – ha aggiunto il Ministro - costruita sull'idea di riparare il danno. Da un po' di tempo la storia non è più questa. Dobbiamo gestire i processi di cambiamento dentro l'impresa, anticipando i tempi. Il progetto a cui state lavorando è un buon prototipo. In passato il rapporto tra impresa e lavoratori è stato sempre costruito su due fronti: quello del conflitto e quello dei contratti. Oggi non basta più: la relazione tra impresa e lavoro va affrontata con logiche più dinamiche e con modalità condivise, tramite un mix di interventi pubblici e privati".

Poletti ha ricordato l'importanza di costruire profili professionali coerenti con il lavoro che cambia. "Modificare le dinamiche certo non è facile. Ci serve tempo ed energia, ma siamo nella condizione di raggiungere buoni risultati insieme. Industry 4.0 ci ha portato a fare rete e discutere. Abbiamo bisogno di un'innovazione culturale dove la normativa deve fare solo da cornice e non definire le virgole".

In conclusione del suo discorso, ha ricordato che si sta sviluppando una nuova fase del programma Garanzia Giovani nella quale è fondamentale la presenza delle imprese e il confronto reciproco per sapere in quale direzione proseguire.