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Orientamento

​​L'art. 38 della Costituzione italiana prevede "i lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria. Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato".

Su tale previsione costituzionale si fonda il sistema delle assicurazioni sociali obbligatorie, il cui scopo è quello di predisporre una tutela rivolta sia ai lavoratori subordinati, sia ai produttori di redditi da lavoro autonomo e libero professionale, ovvero ai loro superstiti, nel momento in cui sorge il bisogno di disporre di mezzi adeguati per far fronte ad eventi come la vecchiaia, l'invalidità, la malattia, la disoccupazione involontaria e l'infortunio, ovvero la morte.

Nel sistema vigente, la gestione delle forme di previdenza obbligatoria (primo pilastro) è affidato, da una parte, ad un ente pubblico, l'INPS, che assicura la maggior parte dei lavoratori dipendenti del settore privato e pubblico e i collaboratori, dall'altra, agli Enti di previdenza dei liberi professionisti (Casse Geometri,  Ingegneri e Architetti, Forense, Medici, Veterinari, Notariato, Dottori commercialisti, Ragionieri e periti commerciali, Farmacisti, Consulenti del lavoro, Impiegati dell'Agricoltura, FASC, ENASARCO, INPGI  e ONAOSI), già enti pubblici, che hanno deliberato la propria trasformazione in enti con personalità giuridica di diritto privato, ai sensi del Decreto Legislativo 30 giugno 1994, n. 509, mantenendo tuttavia la finalità pubblica. A tali enti, si sono aggiunti altri enti di previdenza di diritto privato dei liberi professionisti di nuova istituzione, ai sensi del Decreto Legislativo 10 febbraio 1996, n. 103​ (ENPAB, ENPAP, EPPI, EPAP, ENPAPI, Gestione separata ENPAIA e Gestione separata INPGI), anch'essi con finalità pubblica.

A tali forme di previdenza obbligatoria di primo pilastro si affiancano le forme di previdenza complementare (c.d. secondo pilastro) su base volontaria. La diffusione della previdenza complementare è legata alla previsione che le pensioni di primo pilastro - a causa del progressivo aumento della durata della vita media e delle diverse modalità di calcolo - divengano nel tempo sempre più basse in rapporto all'ultima retribuzione percepita (c.d. tasso di sostituzione). A tutela dei soggetti che aderiscono con i loro risparmi alle forme di previdenza complementare (fondi pensione) vigila la COVIP (Commissione di vigilanza sui fondi pensione) mentre al Ministero del lavoro sono affidati compiti di alta vigilanza e di indirizzo sulle forme pensionistiche complementari.

Altra forma assicurativa legata al mondo del lavoro è l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali gestita dall'INAIL, ente pubblico non economico, che ha il compito di assicurare un sostegno in caso di infortunio capitato ai lavoratori dipendenti che svolgono attività sottoposte a tale rischio, di garantire il reinserimento nella vita lavorativa degli infortunati sul lavoro e di realizzare attività di ricerca e sviluppare metodologie di controllo e di verifica in materia di prevenzione e sicurezza.

In considerazione della "natura pubblica" dell'attività svolta da tutti i suddetti enti (INPS, enti di previdenza  privati e INAIL) la legge affida al Ministero del lavoro e delle politiche sociali (di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze) un sistema organico di controlli, costituiti dal monitoraggio sull'attività svolta, dal vaglio degli atti più rilevanti e dalla previsione di strumenti di "controllo sostitutivo" (nomina di commissari) nei casi e alle condizioni previste dalla legge stessa.

 

Gli Uffici che se ne occupano
Direzione Generale per le politiche previdenziali e assicurative