Francesco e la sua famiglia oggi
Oggi la madre vive in una struttura protetta, dove riceve l’assistenza di cui ha bisogno. Francesco, invece, prosegue il suo percorso verso una maggiore autonomia, mantiene un rapporto quotidiano con la madre e sta ricostruendo il legame con la sorella.
Un cambiamento costruito passo dopo passo, grazie a una rete di sostegno che ha saputo guardare oltre l’emergenza e accompagnare entrambi verso una condizione di maggiore serenità, sicurezza e qualità della vita.
La storia di Francesco dimostra quanto sia determinante il lavoro di rete tra servizi, istituzioni, famiglia e realtà del territorio. Di fronte a bisogni così complessi, nessun intervento avrebbe potuto essere risolutivo da solo. È stata l’integrazione tra competenze diverse, unite da un progetto condiviso, a rendere possibile un cambiamento concreto e duraturo. “Quando i servizi riescono a lavorare insieme – osserva la psicologa Antonella -la persona non è più costretta a orientarsi tra percorsi separati e frammentati. Si costruisce invece un progetto unitario, centrato sui suoi bisogni e sulle sue potenzialità”.
“I miglioramenti sono evidenti in tanti ambiti” - racconta la sua assistente sociale che riconosce i grandi passi avanti fatti da Francesco: “nel rapporto di relazione con noi e con l’esterno, nella pulizia degli spazi, nell’autonoma gestione della vita quotidiana, dalla spesa alla visita alla madre, che fa in autonomia spostandosi con l’autobus tutti i giorni”. Proprio per questo, abbiamo immaginato un passo in più: “Oggi è in corso di attivazione per lui un corso di formazione come pasticcere, nell’ambito del programma GOL della Regione Basilicata”, un'opportunità che potrà aiutarlo a sviluppare competenze professionali e ad avvicinarsi al mondo del lavoro, rafforzando ulteriormente il suo progetto di autonomia.
“Gli operatori hanno fatto un lavoro enorme. C’è ancora tanta strada da fare, soprattutto per me nel rapporto con mio fratello, ma il cambiamento più grande è stato avviato”, dice la sorella Gemma con soddisfazione e gratitudine.
Parole che restituiscono il valore del percorso costruito insieme. Un sentimento condiviso anche da Giulia, l'amministratrice di sostegno, che descrive gli operatori come “una famiglia allargata”: una rete di persone che, con competenze diverse ma un obiettivo comune, ha accompagnato Francesco e i suoi familiari nel ricostruire relazioni, autonomie e fiducia nel futuro.