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Pubblicato in data 10/07/2026

Le imprese italiane prevedono di attivare oltre 568mila contratti nel mese di luglio e 1,5 milioni di contratti nel trimestre luglio-settembre. Rispetto allo stesso mese del 2025 si registra una lieve flessione nella domanda di lavoro (-1,1%). Le difficoltà di reperimento delle posizioni aperte riguardano il 42,6%, in calo rispetto al 45,4% del 2025.

I dati sono forniti dal Bollettino Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del lavoro e delle politiche sociali grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro, cofinanziato dall’Unione europea.

Il settore dei servizi si conferma il principale motore della domanda di lavoro.
Sono 392mila le entrate previste a luglio e 994mila entro settembre suddivise tra filiera turistica (138mila lavoratori ricercati a luglio), commercio (74mila nel mese) e servizi alle persone (64mila nel mese). 

Il settore industriale programma oltre 136mila assunzioni a luglio e 365mila nel trimestre. 
La maggior parte dei contratti riguarda il manifatturiero (89mila nel mese e 232mila nel trimestre), soprattutto nei comparti industrie alimentari, delle bevande e del tabacco (26mila entrate a luglio), industrie meccaniche ed elettroniche, (19mila ingressi nel mese) industrie metallurgiche e dei prodotti in metallo (14mila ingressi a luglio), industrie tessili, dell’abbigliamento e calzature (7mila ingressi nel mese). Le imprese delle costruzioni prevedono 48mila nuovi contratti a luglio e 133mila nel trimestre. 

Il settore primario prevede 40mila entrate a luglio e 120mila nel trimestre, con 15mila unità richieste nel mese nel comparto delle coltivazioni ad albero e 14mila nelle coltivazioni di campo. Le imprese nel comparto dei servizi connessi all’agricoltura e quelle impegnate nell’allevamento programmano nel mese circa 3mila nuovi ingressi ciascuna.

Le opportunità di lavoro risultano più numerose nel Sud e Isole con circa (199mila nel mese), seguono il Nord Ovest (135mila ingressi a luglio), il Nord Est (128mila) e il Centro (106mila). Tra le regioni, i fabbisogni più consistenti si registrano in Lombardia (95mila), Lazio (53mila), Campania (51mila).

Ai giovani fino ai 29 anni sono destinate circa 180mila entrate programmate (32% del totale), soprattutto nei servizi finanziari e assicurativi, seguiti dai servizi informatici e delle telecomunicazioni.

I contratti previsti per le lavoratrici e i lavoratori immigrati ammontano a 132mila, pari al 23,2% del totale

Rispetto alle tipologie di contratti prevalgono quelli a tempo determinato (64,9%), quelli a tempo indeterminato rappresentano il 14,6%. 

Le difficoltà di reperimento riguardano il 42,6% delle posizioni aperte e derivano principalmente dalla mancanza di candidati e da una preparazione non adeguata rispetto alle competenze richieste. 

Il più elevato disallineamento tra domanda e offerta di lavoro si registra nelle industrie metallurgiche e dei prodotti in metallo e nelle costruzioni (entrambe al 62,6% di difficoltà di reperimento), seguono le industrie del legno e del mobile (60,0%) e le industrie tessili, dell’abbigliamento e calzature (56,2%). Le professioni che le imprese faticano di più a trovare appartengono soprattutto ai profili dirigenziali (59,5%), all’area degli operai specializzati (57,3%) e alle professioni tecniche (50,7%). Le difficoltà più marcate interessano gli addetti alle rifiniture delle costruzioni (75,6% dei casi), i fabbri ferrai costruttori di utensili (73,2%), i meccanici artigianali, montatori, riparatori e manutentori (67,4%) e i manutentori di macchine fisse e mobili (66,5%). Tra i profili tecnici si segnalano inoltre i tecnici in campo ingegneristico (64,9%), i tecnici della gestione dei processi produttivi (64,3%) e i tecnici della salute (64,1%). Nel settore primario continuano a riscontrare le maggiori difficoltà le posizioni nella categoria di dirigenti, professioni con elevata specializzazione e tecnici (58,4% del totale) e tra questi, in particolare, i tecnici dei rapporti con i mercati (87,8%). Tra gli altri gruppi professionali più rilevanti del settore, vengono segnalate le maggiori difficoltà di reperimento per gli allevatori e operai specializzati della zootecnia (56,9%) e per il personale non qualificato addetto a foreste, cura degli animali, pesca e caccia (52,8%).

Leggi il Bollettino Excelsior di luglio 2026

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