Possibile accedere alla NASpI, l’indennità di disoccupazione, per le vittime di violenza di genere costrette a dimettersi per tutelare la propria incolumità.
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, richiamando la Raccomandazione del Consiglio d’Europa per la protezione delle donne dalla violenza sottolinea che gli atti persecutori o forme di violenze di genere nei confronti della lavoratrice o del lavoratore (anche se provenienti da soggetti estranei all’ambiente professionali) possono in linea di principio integrare il principio di oggettiva impossibilità della prosecuzione del rapporto di lavoro richiesto dall’articolo 2119 del Codice Civile, purché esista un effettivo collegamento tra i comportamenti vessatori subiti e il contesto lavorativo. Ne consegue, come specifica l’Inps nel Messaggio numero 2540 del 3 agosto 2026, che la scelta di interrompere il rapporto di lavoro costituisce un atto di autodifesa, qualora emergano situazioni oggettive e documentate per cui le azioni subite abbiano compromesso l’equilibrio psicofisico della persona o la sua sicurezza quotidiana, come nell’ipotesi di molestie o minacce lungo il tragitto casa-lavoro che rendano impossibile raggiungere la sede lavorativa in sicurezza. Per questa condizione viene quindi riconosciuta la disoccupazione involontaria, equiparandola alle dimissioni per giusta causa per fatto del terzo e garantendo il diritto al sostegno economico.
Si ricorda che per i beneficiari di NASpI è prevista l’iscrizione al Sistema di Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL), la sottoscrizione del patto di servizio presso il Centro per l’Impiego territorialmente competente e l’abilitazione a utilizzare la formazione gratuita del progetto EDO – Educazione Digitale per l’Occupazione.
"Un gesto necessario di civiltà e giustizia" ha affermato il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone. "L’indipendenza economica - ha continuato - è uno stimolo in più per sottrarsi ai contesti di rischio e ricostruire condizioni di sicurezza, per sé e per i propri figli. Con le indicazioni operative contenute nel Messaggio INPS confermiamo l’attenzione del Governo a essere al fianco delle persone nei momenti di fragilità. Come già previsto per l’Assegno di inclusione destinato alle vittime di violenza inserite in percorsi certificati dai servizi sociali o dai centri antiviolenza prevediamo strumenti concreti e personalizzati di sostegno e accompagnamento al lavoro".